Negli ultimi mesi, sempre più ricerche — compresa l’ultima pubblicata da ISTAT — ci mettono davanti a una realtà che non possiamo più ignorare: il mondo del volontariato sta attraversando una crisi profonda.
Lo vediamo nei numeri, ma soprattutto lo viviamo ogni giorno, sul campo.
Le persone che scelgono di dedicare parte del loro tempo agli altri sono in calo.
Allo stesso tempo, però, i bisogni del territorio crescono. Crescono perché la popolazione invecchia, le fragilità aumentano, le distanze si allargano — e spesso la solitudine è la prima emergenza da affrontare.
In territori come il nostro, questa crisi rischia di diventare ancora più evidente. I volontari non sono infiniti, e il carico di lavoro è sempre maggiore.
Dobbiamo dirlo con onestà: potrebbe arrivare il momento in cui non saremo più in grado di rispondere a tutte le richieste.
Non per mancanza di volontà, ma per mancanza di forze.
Ci sono servizi, come l’Emergenza Territoriale o il trasporto per dialisi — trattamenti salvavita — che siamo tenuti a garantire per convenzione e per responsabilità morale.
Per farlo, in molti casi, dobbiamo impiegare personale dipendente, con costi che pesano fortemente sul nostro bilancio. E i rimborsi non bastano. Non coprono mai tutto.
Eppure, andiamo avanti. Perché crediamo che nessuno debba rimanere indietro.
Ma abbiamo bisogno anche di voi.
Abbiamo bisogno di persone che, nella propria quotidianità, si fermino un attimo e si chiedano:
“Cosa posso fare, nel mio piccolo, per aiutare la mia comunità?”
E la risposta non è per forza “salire in ambulanza” o “fare turni di notte”. Il volontariato ha mille volti.
E vogliamo raccontarveli.
La Croce Rossa non è solo emergenza. È anche:
• accompagnare ragazzi con disabilità a scuola o nei centri diurni;
• affiancare un anziano che va a fare una visita;
• aiutare i bambini nei doposcuola;
• gestire la logistica o il centralino;
• partecipare alle attività di Protezione Civile;
• organizzare eventi di sensibilizzazione;
• sostenere chi vive una fragilità con una semplice presenza, un sorriso, un gesto.
Abbiamo attivato anche formule di volontariato-progetto, pensate per chi non può garantire un impegno continuativo: piccoli percorsi, anche brevi, per attività specifiche. È un modo concreto per avvicinarsi, fare esperienza e capire se può nascere qualcosa di più.
E per chi vorrà proseguire, organizziamo corsi di formazione sempre più professionali, accessibili a tutti, che garantiscano sicurezza e qualità, sia per i volontari che per le persone che aiutiamo.
Sappiamo che spesso ci si ferma per paura.
La paura del sangue, la paura di non essere all’altezza, la paura di non avere tempo.
Ma la verità è che non esistono volontari perfetti. Esistono persone normali che scelgono di fare qualcosa di straordinario.
Il mondo del volontariato sta cambiando.
Non sarà facile tornare ai numeri del passato.
Ma forse è il momento di immaginare un nuovo modello di partecipazione, più flessibile, più vicino alle persone, più umano.
E questo modello possiamo costruirlo solo insieme.
Se sei arrivato a leggere fino a qui, forse nel tuo cuore qualcosa si sta muovendo.
Forse è il momento giusto per fare il primo passo.
Ti aspettiamo.